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Google Plus: un dinosauro destinato a scomparire?

25 ottobre 2011 | scritto da: Diana Lorenzi | 4 Commenti

fb vs gDopo gli squilli di tromba dello scorso 28 giugno al lancio ufficiale del social network di Google, pare si stiano già preparando le onoranze funebri della neonata creatura di Larry Page.

Il grande exploit di registrazioni (più di 25 milioni in poche settimane) dell’estate scorsa (nonostante l’accesso al social network non fosse aperto a tutti ma richiedesse un invito da parte di un amico), aveva lasciato presagire una lunga e prosperosa vita delle cerchie di Google+.

Previsione però che non ha trovato conferma dato che tre mesi dopo il gigante di Mountain View ha optato (o è stato costretto ad optare?) per l’apertura delle sue porte a tutti, tradendo così la natura da prima “elitaria†del social network. Questa apertura ha portato un po’ di ossigeno all’interno degli uffici di Google: il traffico verso Google+, diminuito in modo rilevante dopo la grande corsa agli inviti, è aumentato del 1.200% dopo la sua presentazione al pubblico, ma presto i dati sono ritornati ai livelli iniziali. (dati statistici di Chitika)

google_plus_rilevamento

Rilevamento traffico Google+ Settembre 2011

Quali sono i motivi del flop di Google+? (sempre che di flop si possa parlare, visto che si contano comunque  50 milioni di iscritti al nuovo social network)

I motivi vanno ricercati prima di tutto nel confronto con il grande concorrente di G+: Facebook, il quale è riuscito a creare non solo un grande prodotto, ma anche una piattaforma, una rete sociale che gira attorno allo stesso, e che al contempo lo sostiene e promuove. E’ questo un po’ il succo della critica mossa a Google da uno dei suoi ingegneri, Steve Yegge, che la settimana scorsa ha postato sul suo account Google+ (a quanto pare per errore) un documento dai toni piuttosto aspri e critici nei confronti della sua azienda.

Il messaggio pubblicato, che era stato concepito come un documento interno rivolto a tutti i colleghi di Google, è stato poi cancellato dal profilo dallo stesso autore ma… troppo tardi, era già stato ribattuto più e più volte da diversi utenti contribuendo così alla diffusione dello stesso.
Secondo la riflessione critica di Yegge, Google lavora con uno stile di pensiero che punta al breve termine e richiede successi subitanei, si concentra solo nel creare prodotti e non si cura di costruire piattaforme.
Un modello di lavoro “per piattaforme†richiederebbe, al contrario, dei progetti a lungo termine e una definizione di strategie di pensiero oltre che di marketing, e in questo Google sembra non essere disposta a impegnarsi: questo è uno dei motivi che potrebbe concorrere al fallimento di Google+, secondo l’ingegnere.

Ma a contribuire alla disfatta sono gli stessi manager di Google che, secondo una ricerca di Michael DeGusta di TheUnderstatement, non utilizzano il loro stesso prodotto.
Una delle regole più scontate per chiunque si trovi a dover esercitare in ambito commerciale è quella di dimostrarsi convinto del prodotto che si cerca di proporre. Quindi usarlo, per primi.

Pare invece che i primi a snobbare la piattaforma siano proprio Larry Page e Sergey Brin, gli storici fondatori di BigG, la cui presenza sul social network si limita a pochissimi post, mentre Eric Schmidt, il CEO dell’azienda, fino al 13 ottobre scorso, non possedeva neppure un account; ma non è il solo. L’assenteismo cresce vertiginosamente tra coloro che formano il Consiglio di Amministrazione di Google: dei sei consiglieri nemmeno uno è iscritto al servizio.
Le due uniche eccezioni sono rappresentate da Sundar Pichai (SVP Chrome) e Vic Gundotra (SVP Social), particolarmente attivi su G+. Troppo pochi, in ogni caso, se si considera che sono 18 i top manager di Google “scannerizzati†dallo studio di DeGusta.

google_plus

Tornando al caso Yegge, quali che siano gli antefatti e risvolti della vicenda, questo sembrerebbe il momento opportuno per Google per aprire una discussione all’interno delle stesse mura di Mountain View e iniziare a porre le fondamenta per la creazione di una vera e propria piattaforma social.

Come i dinosauri che non sono stati in grado di “adattarsi al nuovo climaâ€, così Google+ rischia di venire abbattuto da creature più flessibili, coraggiose, dinamiche e reattive, come Facebook. Il social network di Zuckerberg sembra aver vinto la battaglia, per ora, ma la guerra non è ancora finita.

4 Commenti »

  • Maubuntu said:

    Spero davvero tu voglia scherzare. Lo sai quanti sono 50 milioni di utenti? Facebook ci ha messo molto più di un anno per raccoglierli.
    Il fatto che il traffico di g+ sia crollato è ovvio. Google non solo ha aperto a tutti ma ha pubblicizzato il social network nella home page cioè nella pagina più visitata al mondo. Ogni persona loggata ha fatto un accesso ecco e ci ha fatto una capatina. E poi magari l’ha pian piano abbandonato soprattutto perchè chi ha facebook ha anche i propri amiici li e quindi vi è una sorta di fidelizzazione. Quando Google però avrà finito di integrare tutti i suoi servizi con g+ (gmail-gcalendar-blogger-maps-music-android e chi piu ne ha piu ne metta) sarà una dura sberla per gli altri social. In spiccioli Google ci obbligherà ad utilizzare g+ grazie alla nostra dipendenza da altri suoi servizi

  • Danilo Pontone said:

    @Maubuntu: e tu lo sai cosa vogliono dire 50 milioni di utenti per un colosso come Google che si lancia per la terza volta nel settore social dichiarando guerra a un social network come Facebook che conta 800.000.000 di utenti in tutto il Mondo? (senza dimenticare che l’ha scopiazzato in lungo e in largo).

    Al di la dei numeri comunque, ritengo che non sia importante quanti si iscrivono ad un servizio bensì quanto tempo viene usato. T’invito per tanto a indagare sui tempi di utilizzo al giorno di FB e quelli di Google Plus.

    Se permetti i risultati di Google Plus, sono una miseria … IMHO :D

  • Diana Lorenzi (author) said:

    Concordo con Danilo. Il successo di un social network lo si può decretare solo dall’uso che ne fanno gli utenti, non dalla quantità di registrazioni.
    A cosa serve un social network se poi gli stessi iscritti non lo utilizzano?

    @Maubunto: i nuovi servizi che verranno aggiunti a g+ attireranno sicuramente molti altri utenti, ma siamo ben lontani dai numeri di Facebook che, tra l’altro, non è certo rimasto a guardare nel frattempo. Anche per fb infatti sono previste molte novità (timeline, Opengraph,applicazioni per musica e video, ecc) che assorbiranno ancora di più l’attenzione degli utenti, distogliendola da altri social network.

    Quando entrambi, fb e g+, avranno implementato tutti i loro servizi, e gli utenti avranno avuto modo di confrontarli e decidere quale utlizzare, allora forse si potrà decretare il vincitore…

    Stiamo a vedere chi vincerà la prossima battaglia ;)

  • Google+ da' il benvenuto alle aziende con le sue Brand Pages | Web Marketing WinTrade said:

    [...] le polemiche e le discussioni diffuse in rete poche settimane fa (vedi qui) attorno all’utilizzo, o meglio al “non-utilizzo†di Google+ da parte degli stessi dirigenti [...]

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